Sede di Milano  
UNA GIORNATA DI FESTA,
9 NOVEMBRE 2000


  • Il programma della giornata

  • Discorso inaugurale
  • Il saluto del Papa
  • Album fotografico

  • Discorso celebrativo
  • Documento di Bioetica

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    80° di Fondazione dell'Istituto G. Toniolo di Studi Superiori
    Discorso celebrativo del Presidente, on. Emilio Colombo

    Inaugurazione anno accademico 2000/2001



    Beatissimo Padre,


    con sentimenti di profonda riconoscenza mi rivolgo a Vostra Santità che ha voluto celebrare con il Suo messaggio del 24 giugno scorso l’80° anniversario della fondazione dell’Istituto “Giuseppe Toniolo di Studi Superiori”; ed oggi vuole rendere solenne con la Sua presenza l’inizio dell’Anno Accademico che l’Università Cattolica del Sacro Cuore celebra qui, nel ricordo dell’80° anno della fondazione dell’Istituto che la generò, ne promosse l’erezione canonica ed il riconoscimento statale, ne custodisce e promuove i fini i valori, ne vive le tensioni culturali, che ispirarono i Fondatori.

    Salutando oggi Vostra Santità fra noi, vogliamo ricordare che gli 80 anni dell’Istituto Toniolo coincidono con l’80° genetliaco del Papa che, nella lettera poc’anzi citata, ha affidato l’Istituto Toniolo a Maria, Sedes Sapientiae. Il Suo venerato Predecessore, Benedetto XV consacrò l’Ateneo nascente al Sacro Cuore. Due date, due sollecitazioni alla memoria e ad un doveroso esame di coscienza.

    Due pontefici, Benedetto XV e Vostra Santità che segnano un arco di tempo, vitale per le nostre istituzioni, lungo il quale, dentro e fuori di esse, in Italia e nel mondo, si è avvertito incessante il travaglio e incombente il dovere di percepire i segni dei tempi e di averne una intelligenza pari alla intensità ed alla profondità dei mutamenti.

    Vi è una ragione per cui l’Istituto fondatore e garante dell’Università Cattolica si intitola a Giuseppe Toniolo. Lo spiega Padre Gemelli: “Ho dinanzi agli occhi la venerata figura del Prof. Toniolo già vicino a morire; sembrava un Patriarca, un Profeta, un Santo! Si esaltò nel sentir parlare della possibile fondazione della auspicata Università Cattolica in Italia. L’ultimo suo impegno fu implorare dal Conte Ernesto Lombardo l’appoggio finanziario per la futura Università”.

    Giuseppe Toniolo fu l’economista, il sociologo, che dalla cattedra universitaria e nei congressi dei cattolici italiani ed europei propugnò l’esigenza e l’urgenza di ricollegare, nella teoria e nella prassi, all’etica e perciò al rispetto dell’umana dignità, quell’economia che Papa Leone XIII avrebbe definito “capitalismo selvaggio, perché manifestava evidenti gli egoismi di una società individualista”. Fu il Maestro che considerò i suoi allievi dell’Università “suo sacro deposito”. Fu l’utopista, il profeta ma anche l’apostolo operoso che aveva fatto propria la tesi che “la civiltà è cristiana o non è”, e che il suo procedere è diretto verso una libertà non individualistica, ma realizzabile solo socialmente in un contesto di pace e di giustizia.

    Ben consapevole di ciò, nel giugno del 1917, aveva sottoposto a Papa Benedetto XV il progetto per un istituto cattolico di Diritto Internazionale al servizio della pace cristiana. La creazione da parte di Giuseppe Toniolo della Società per gli studi scientifici fu considerata da Padre Gemelli come il germe della futura Università Cattolica.

    Apparve del tutto naturale che la creazione dell’Istituto che avrebbe dovuto aprire le porte nell’ordinamento canonico ed in quello giuridico italiano alla Università Cattolica, promuoverne e garantirne gli sviluppi si rifacesse, come Vostra Santità ricorda attraverso una lettera del Cardinal Segretario di Stato del 1997, ad un modello concreto “di Santità Laicale”, “di stimolo per docenti e discenti” riscoprendo con rinnovato interesse una figura che svolse un ruolo così rappresentativo tra i cattolici del suo tempo, quale “modello di comunione ecclesiale e vigoroso impegno per il progresso della scienza e la trasformazione della società alla luce del Vangelo”.

    Nella foto il Santo Padre con, alla sinistra, l'on. Emilio Colombo, presidente dell'Istituto G. Toniolo

    In un recente documento Vostra Santità chiede all’Università Cattolica di essere sempre “un laboratorio del dialogo tra Vangelo e cultura”, “coniugando una forte consapevolezza dell’identità cristiana e una cordiale apertura a tutti i semi di verità sparsi nel mondo dallo Spirito Divino”. Nello stesso documento Vostra Santità ricorda “l’indirizzo iscritto nel progetto originario, elaborato dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, promotore dell’Università a cui veniva demandato sin dall’inizio, in via permanente di garantire il perseguimento dei fini istituzionali dell’Ateneo”.

    L’Istituto Toniolo nato nell’ordinamento statale è persona giuridica dello Stato Italiano, ma le tavole costitutive e gli Atti della Santa Sede, le procedure di cooptazione dei suoi membri ne fanno l’Ente cui la Chiesa ha commesso il compito di tutela e di garanzia dell’Ateneo del Sacro Cuore, caratteristiche volute sin dall’inizio dal Padre Gemelli per sorreggerlo ed essere in grado di tenerlo al riparo da azioni contrarie.

    In una fase delicata nella quale una grave crisi di indirizzi pedagogici e di forti contrapposizioni nell’Università italiana, si andava insinuando anche nel nostro Ateneo, il Venerato Suo predecessore Paolo VI allora arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto Toniolo avvertì il Comitato Permanente che “il Toniolo non è una qualsiasi fondazione privata è una emanazione della Chiesa e tutti i componenti del Comitato Permanente sono depositari della fiducia della Chiesa. Fiducia che si estrinseca nel perpetuare l’indissolubilità del legame spirituale con la Sede Apostolica e nell’amministrare con saggezza i mezzi strumentali necessari per il conseguimento dei fini istituzionali”.

    Tutta la storia dei rapporti con i Sommi Pontefici è venuta creando un legame di perpetuità spirituale, prima che giuridica, con la Sede Apostolica.
    Vostra Santità nel messaggio inviatoci per l’80°, ricorda ancora una volta i compiti propri del Toniolo nei confronti dell’Università ed “auspica che nella fedeltà alla sua grande tradizione esso possa rispondere alle sfide del nuovo Millennio, congiungendo piena adesione al magistero della Chiesa, rigore scientifico e lungimirante iniziativa”.
    Osiamo ritenere che il Toniolo ha compiuto ogni sforzo per svolgere la funzione di tutela e di garanzia, morale anzitutto, indi finanziaria e patrimoniale dell’Università Cattolica, consentendo e collaborando a quello sviluppo che la colloca oggi sul territorio italiano con le sue sedi, i suoi centri di cultura e di ricerca scientifica, di formazione, di diffusione della cultura e degli ideali cristiani della vita sociale.

    L’assetto istituzionale, frutto della preveggenza dei fondatori, che lega l’Istituto Toniolo e gli Organi che presiedono alla vita dell’Ateneo, è stato, se pur laboriosamente, preservato nel nuovo Statuto “di autonomia” voluto dalla legislazione nazionale.

    Sappiamo che il nostro esame di coscienza non può finire qui. Ma sentiamo il dovere di esprimere la nostra affettuosa riconoscenza a tutti i Rettori dell’Ateneo ai Presidenti dell’Istituto Toniolo, ai Docenti, ai discenti, agli Amministratori che hanno consentito di pervenire ai risultati che sono sotto i nostri occhi e che ai trepidi inizi non erano prevedibili.

    Sentiamo la presenza e l’aiuto di chi ci ha preceduto nelle responsabilità e che la Chiesa ci addita come modello avendo avviato il processo di canonizzazione: da Contardo Ferrini, a Giuseppe Toniolo, Armida Barelli, Agostino Gemelli, Giorgio La Pira, il Card. Ferrari, Giuseppe Lazzati, Giovan Battista Montini, Ludovico Necchi.

    Chiediamo il conforto della Sua Benedizione Apostolica. E’ questo, ove Vostra Santità ha voluto raggiungerci, il suolo che Papa Pio XI donò all’Istituto Toniolo che su di esso edificò le strutture della Facoltà di Medicina e del Policlinico Gemelli che ora sono messe a disposizione dell’università Cattolica.
    Sono questi i luoghi che hanno conosciuto, oltre la Sua costante benevolenza, le sofferenze con le quali Dio ha voluto fecondare l’ampiezza, la profondità, la dovizia eccezionale del Suo storico pontificato.
    Abbiamo sofferto con Vostra Santità quando ha sofferto qui con noi. Vorremmo condividere la Sua incommensurabile quotidiana fatica, per guidarci oltre il Millennio.
    Vostra Santità volle ricambiare la nostra ospitalità definendo questi luoghi “Vaticano terzo”, noi ricambiamo il Suo sacrificio e il Suo lavoro apostolico con il più grande affetto di figli devoti.

       
       

          Data ultima modifica: 13/11/00