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Beatissimo Padre,
con
sentimenti di profonda riconoscenza mi rivolgo a
Vostra Santità che ha voluto celebrare con il
Suo messaggio del 24 giugno scorso l’80°
anniversario della fondazione dell’Istituto
“Giuseppe Toniolo di Studi Superiori”; ed oggi
vuole rendere solenne con la Sua presenza
l’inizio dell’Anno Accademico che l’Università
Cattolica del Sacro Cuore celebra qui, nel
ricordo dell’80° anno della fondazione
dell’Istituto che la generò, ne promosse
l’erezione canonica ed il riconoscimento
statale, ne custodisce e promuove i fini i
valori, ne vive le tensioni culturali, che
ispirarono i Fondatori.
Salutando oggi Vostra Santità fra noi, vogliamo
ricordare che gli 80 anni dell’Istituto Toniolo
coincidono con l’80° genetliaco del Papa che,
nella lettera poc’anzi citata, ha affidato
l’Istituto Toniolo a Maria, Sedes Sapientiae. Il
Suo venerato Predecessore, Benedetto XV consacrò
l’Ateneo nascente al Sacro Cuore. Due date, due
sollecitazioni alla memoria e ad un doveroso
esame di coscienza.
Due pontefici,
Benedetto XV e Vostra Santità che segnano un
arco di tempo, vitale per le nostre istituzioni,
lungo il quale, dentro e fuori di esse, in
Italia e nel mondo, si è avvertito incessante il
travaglio e incombente il dovere di percepire i
segni dei tempi e di averne una intelligenza
pari alla intensità ed alla profondità dei
mutamenti.
Vi è una ragione per cui
l’Istituto fondatore e garante dell’Università
Cattolica si intitola a Giuseppe Toniolo. Lo
spiega Padre Gemelli: “Ho dinanzi agli occhi la
venerata figura del Prof. Toniolo già vicino a
morire; sembrava un Patriarca, un Profeta, un
Santo! Si esaltò nel sentir parlare della
possibile fondazione della auspicata Università
Cattolica in Italia. L’ultimo suo impegno fu
implorare dal Conte Ernesto Lombardo l’appoggio
finanziario per la futura
Università”.
Giuseppe Toniolo fu
l’economista, il sociologo, che dalla cattedra
universitaria e nei congressi dei cattolici
italiani ed europei propugnò l’esigenza e
l’urgenza di ricollegare, nella teoria e nella
prassi, all’etica e perciò al rispetto
dell’umana dignità, quell’economia che Papa
Leone XIII avrebbe definito “capitalismo
selvaggio, perché manifestava evidenti gli
egoismi di una società individualista”. Fu il
Maestro che considerò i suoi allievi
dell’Università “suo sacro deposito”. Fu
l’utopista, il profeta ma anche l’apostolo
operoso che aveva fatto propria la tesi che “la
civiltà è cristiana o non è”, e che il suo
procedere è diretto verso una libertà non
individualistica, ma realizzabile solo
socialmente in un contesto di pace e di
giustizia.
Ben consapevole di ciò, nel
giugno del 1917, aveva sottoposto a Papa
Benedetto XV il progetto per un istituto
cattolico di Diritto Internazionale al servizio
della pace cristiana. La creazione da parte di
Giuseppe Toniolo della Società per gli studi
scientifici fu considerata da Padre Gemelli come
il germe della futura Università
Cattolica.
Apparve del tutto naturale che
la creazione dell’Istituto che avrebbe dovuto
aprire le porte nell’ordinamento canonico ed in
quello giuridico italiano alla Università
Cattolica, promuoverne e garantirne gli sviluppi
si rifacesse, come Vostra Santità ricorda
attraverso una lettera del Cardinal Segretario
di Stato del 1997, ad un modello concreto “di
Santità Laicale”, “di stimolo per docenti e
discenti” riscoprendo con rinnovato interesse
una figura che svolse un ruolo così
rappresentativo tra i cattolici del suo tempo,
quale “modello di comunione ecclesiale e
vigoroso impegno per il progresso della scienza
e la trasformazione della società alla luce del
Vangelo”.
Nella foto il Santo Padre con, alla
sinistra, l'on. Emilio Colombo, presidente
dell'Istituto G. Toniolo
In un recente documento Vostra
Santità chiede all’Università Cattolica di
essere sempre “un laboratorio del dialogo tra
Vangelo e cultura”, “coniugando una forte
consapevolezza dell’identità cristiana e una
cordiale apertura a tutti i semi di verità
sparsi nel mondo dallo Spirito Divino”. Nello
stesso documento Vostra Santità ricorda
“l’indirizzo iscritto nel progetto originario,
elaborato dall’Istituto Giuseppe Toniolo di
Studi Superiori, promotore dell’Università a cui
veniva demandato sin dall’inizio, in via
permanente di garantire il perseguimento dei
fini istituzionali
dell’Ateneo”.
L’Istituto Toniolo nato
nell’ordinamento statale è persona giuridica
dello Stato Italiano, ma le tavole costitutive e
gli Atti della Santa Sede, le procedure di
cooptazione dei suoi membri ne fanno l’Ente cui
la Chiesa ha commesso il compito di tutela e di
garanzia dell’Ateneo del Sacro Cuore,
caratteristiche volute sin dall’inizio dal Padre
Gemelli per sorreggerlo ed essere in grado di
tenerlo al riparo da azioni contrarie.
In
una fase delicata nella quale una grave crisi di
indirizzi pedagogici e di forti contrapposizioni
nell’Università italiana, si andava insinuando
anche nel nostro Ateneo, il Venerato Suo
predecessore Paolo VI allora arcivescovo di
Milano e presidente dell’Istituto Toniolo
avvertì il Comitato Permanente che “il Toniolo
non è una qualsiasi fondazione privata è una
emanazione della Chiesa e tutti i componenti del
Comitato Permanente sono depositari della
fiducia della Chiesa. Fiducia che si estrinseca
nel perpetuare l’indissolubilità del legame
spirituale con la Sede Apostolica e
nell’amministrare con saggezza i mezzi
strumentali necessari per il conseguimento dei
fini istituzionali”.
Tutta la storia dei
rapporti con i Sommi Pontefici è venuta creando
un legame di perpetuità spirituale, prima che
giuridica, con la Sede Apostolica. Vostra
Santità nel messaggio inviatoci per l’80°,
ricorda ancora una volta i compiti propri del
Toniolo nei confronti dell’Università ed
“auspica che nella fedeltà alla sua grande
tradizione esso possa rispondere alle sfide del
nuovo Millennio, congiungendo piena adesione al
magistero della Chiesa, rigore scientifico e
lungimirante iniziativa”. Osiamo ritenere che
il Toniolo ha compiuto ogni sforzo per svolgere
la funzione di tutela e di garanzia, morale
anzitutto, indi finanziaria e patrimoniale
dell’Università Cattolica, consentendo e
collaborando a quello sviluppo che la colloca
oggi sul territorio italiano con le sue sedi, i
suoi centri di cultura e di ricerca scientifica,
di formazione, di diffusione della cultura e
degli ideali cristiani della vita
sociale.
L’assetto istituzionale, frutto
della preveggenza dei fondatori, che lega
l’Istituto Toniolo e gli Organi che presiedono
alla vita dell’Ateneo, è stato, se pur
laboriosamente, preservato nel nuovo Statuto “di
autonomia” voluto dalla legislazione
nazionale.
Sappiamo che il nostro esame
di coscienza non può finire qui. Ma sentiamo il
dovere di esprimere la nostra affettuosa
riconoscenza a tutti i Rettori dell’Ateneo ai
Presidenti dell’Istituto Toniolo, ai Docenti, ai
discenti, agli Amministratori che hanno
consentito di pervenire ai risultati che sono
sotto i nostri occhi e che ai trepidi inizi non
erano prevedibili.
Sentiamo la presenza e
l’aiuto di chi ci ha preceduto nelle
responsabilità e che la Chiesa ci addita come
modello avendo avviato il processo di
canonizzazione: da Contardo Ferrini, a Giuseppe
Toniolo, Armida Barelli, Agostino Gemelli,
Giorgio La Pira, il Card. Ferrari, Giuseppe
Lazzati, Giovan Battista Montini, Ludovico
Necchi.
Chiediamo il conforto della Sua
Benedizione Apostolica. E’ questo, ove Vostra
Santità ha voluto raggiungerci, il suolo che
Papa Pio XI donò all’Istituto Toniolo che su di
esso edificò le strutture della Facoltà di
Medicina e del Policlinico Gemelli che ora sono
messe a disposizione dell’università
Cattolica. Sono questi i luoghi che hanno
conosciuto, oltre la Sua costante benevolenza,
le sofferenze con le quali Dio ha voluto
fecondare l’ampiezza, la profondità, la dovizia
eccezionale del Suo storico
pontificato. Abbiamo sofferto con Vostra
Santità quando ha sofferto qui con noi. Vorremmo
condividere la Sua incommensurabile quotidiana
fatica, per guidarci oltre il
Millennio. Vostra Santità volle ricambiare la
nostra ospitalità definendo questi luoghi
“Vaticano terzo”, noi ricambiamo il Suo
sacrificio e il Suo lavoro apostolico con il più
grande affetto di figli devoti.
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