Come disse Papa Pacelli: questo Colombo volerà
di Tullio Kezich
(Corriere della sera, 12 aprile 2001)

 

Il simpatico ritratto di Emilio Colombo mi ha riportato alla serata del premio letterario Basilicata svoltasi a Potenza nel dicembre 1985. La premiata era mia moglie, Lalla per il volume di racconti Gruppo concentrico e al momento della cena fu fatta accomodare a capotavola accanto al presidente Colombo.

Ne derivò uno scambio di garbati convenevoli durante il quale a Lalla sfuggi la preoccupazione che l'affollato banchetto rischiasse di protrarsi fino a mezzanotte. L'illustre anfitrione la rassicurò dichiarando che nel corso della sua vita aveva da sempre stabilito la regola per cui in occasione del genere si dovevano osservare i tempi di un servizio al vagone ristorante, cinquanta minuti .

E così fu: dentro un'ora avevamo già preso il caffè e Colombo poté amabilmente prendere congedo. Noi invece ci attardammo a conversare con i maggiorenti locali, il cui argomento preferito risultò essere proprio la vita e le opere del loro illustre concittadino. Per brevità (e anche per discrezione) ricordo solo che fu riportato con legittimo orgoglio il commento di Papa Pacelli quando ricevette per la prima volta il ragazzo-prodigio di Potenza "Questo Colombo volerà"

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